{"id":1671,"date":"2024-12-12T14:59:19","date_gmt":"2024-12-12T14:59:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/?p=1671"},"modified":"2025-09-10T11:50:51","modified_gmt":"2025-09-10T11:50:51","slug":"archiviata-definitivamente-linchiesta-covid-di-bergamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/?p=1671","title":{"rendered":"Archiviata definitivamente l\u2019inchiesta Covid di Bergamo\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fine d\u2019anno porta la chiusura totale dell\u2019inchiesta Covid della Procura di Bergamo che si apr\u00ec ad aprile 2020 e si concluse e marzo 2022 con 20 indagati: l\u2019ultimo filone \u00e8 stato archiviato dal Gip Vito di Vita mercoled\u00ec 4 dicembre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il procedimento riguardava i fatti avvenuti all&#8217;ospedale Pesenti Fenaroli di <a href=\"https:\/\/primabergamo.it\/notizie-comune\/alzano-lombardo\/\">Alzano<\/a> il 23 febbraio 2020, quando si registrarono i primi pazienti positivi della provincia di Bergamo che ben presto divent\u00f2 il focolaio pi\u00f9 drammatico d\u2019Italia. In particolare, il lavoro dei magistrati si era concentrato sulla gestione delle ore immediatamente successive all&#8217;individuazione dei primi contagiati, con l&#8217;ospedale che venne prima chiuso e poi riaperto, mettendo in luce l\u2019impreparazione e la mancanza di regole nella gestione della situazione emergenziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli indagati erano quattro: <a href=\"https:\/\/primabergamo.it\/personaggi\/massimo-giupponi\/\">Massimo Giupponi<\/a>, direttore generale Ats Bergamo; l\u2019allora direttore dell\u2019Asst Bergamo Est (oggi alla guida dell\u2019Asst Papa Giovanni), <a href=\"https:\/\/primabergamo.it\/personaggi\/francesco-locati\/\">Francesco Locati<\/a>; l\u2019allora direttore sanitario dell\u2019Asst Bergamo Est, Roberto Cosentina (adesso in pensione); l\u2019ex direttore medico del Presidio 2 (cio\u00e8 degli ospedali di Alzano e <a href=\"https:\/\/primabergamo.it\/notizie-comune\/gazzaniga\/\">Gazzaniga<\/a>), Giuseppe Marzulli, anche lui oggi in pensione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I reati contestati &#8211; a vario titolo &#8211; ai soggetti citati erano l&#8217;epidemia colposa, le lesioni colpose nei confronti di 33 operatori sanitari del presidio, la morte di un medico e di un impiegato della struttura sanitaria di Alzano, contagiati dal Covid, il falso ideologico per aver comunicato tramite documenti e mail fatti diversi dalla realt\u00e0 e il rifiuto d&#8217;atti di ufficio per non aver adottato tempestivamente misure atte a contenere l&#8217;epidemia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Procura di Bergamo ha chiesto l&#8217;archiviazione del procedimento perch\u00e9 la &#8220;riforma Cartabia&#8221; ha introdotto una prognosi sull\u2019esito di un eventuale processo: i magistrati devono dunque valutare quale potrebbe verosimilmente essere il giudizio finale del Tribunale, prendendo atto anche dei precedenti. In questo caso, un precedente c&#8217;era, ovvero <a href=\"https:\/\/primabergamo.it\/cronaca\/inchiesta-covid-archiviazione-per-conte-e-speranza-i-familiari-delle-vittime-schiaffo-in-faccia\/\">l&#8217;archiviazione nell&#8217;estate del 2023 degli altri due filoni di indagine che vedevano indagati anche l&#8217;ex premier Giuseppe Conte e l&#8217;ex ministro Roberto Speranza<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quei casi, il Tribunale dei Ministri spieg\u00f2 che <a href=\"https:\/\/primabergamo.it\/attualita\/inchiesta-covid-la-richiesta-di-archiviazione-per-conte-e-speranza-era-scontata\/\">non era configurabile il reato di epidemia colposa per condotte omissive<\/a> (cio\u00e8 per non aver fatto qualcosa). Per questo, pur contestando questa valutazione, la Procura di Bergamo s&#8217;\u00e8 vista costretta a chiedere l&#8217;archiviazione anche di quest&#8217;ultimo filone di indagine. \u00abNon appare ragionevolmente prevedibile la condanna degli indagati\u00bb, ha scritto la Dott.ssa Maria Cristina Rota, procuratore aggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una posizione poi condivisa dal gip Di Vita che per\u00f2 scontenta i familiari delle vittime del Covid dell\u2019Associazione #Sereniesempreuniti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuando ancora non esisteva la nostra Associazione &#8211; commentano dal Direttivo &#8211; molti di noi, bergamaschi prima ma anche dal altre province poi, ci siamo recati in Procura per depositare le denunce che hanno contribuito ad un\u2019indagine davvero storica. Non avere la possibilit\u00e0 di capire in sede dibattimentale chi dovesse fare cosa \u00e8 grave e lede, ancora una volta, la memoria dei nostri cari. Tra di noi ci sono diverse persone che hanno perso qualcuno all\u2019ospedale di Alzano Lombardo e neppure le falsit\u00e0 dichiarate sulla sanificazione sono state prese in considerazione. Che non paghino i pesci piccoli \u00e8 condivisibile ma che non paghi nessuno \u00e8 inaccettabile. Non ci resta che confidare nella Cedu, la Corte Europea per i diritti dell\u2019Uomo, che ha accolto il ricorso presentato da alcuni di noi\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuelle individuate come persone offese non sono state notiziate n\u00e9 della richiesta di archiviazione n\u00e9 dell\u2019archiviazione stessa &#8211; commenta Consuelo Locati, avvocato del team legale de familiari -. Pur condividendo in linea generale quanto disposto dalla Procura, non possiamo accettare che le persone non vengano notiziate e che chi ricopre ruoli apicali di nomina politica non sia imputabile per le violazioni di legge o per eventuali omissioni. Continueremo a chiedere giustizia negli altri procedimenti ancora aperti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una bara sui camion di Bergamo: \u201cGli italiani si meritano la verit\u00e0 non subdole illazioni\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I familiari mettono il punto anche sulla dichiarazione di Antonio Porto, segretario nazionale del sindacato Organizzazione sindacale autonoma (OSA) di polizia, data il 19 novembre 2024 davanti alla <a href=\"https:\/\/temi.camera.it\/leg19\/temi\/commissione-parlamentare-di-inchiesta-sulla-gestione-dell-emergenza-sanitaria-causata-dalla-diffusione-epidemica-del-virus-sars-cov-2-e-sulle-misure-adottate-per-prevenire-e-affrontare-l-emergenza.html\">Commissione parlamentare d\u2019inchiesta<\/a> sulla gestione dell\u2019emergenza causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2. Nello specifico il sindacalista ha posto una domanda, che \u00e8 stata una vera e propria illazione, che \u00e8 stata ripresa da tutta la stampa: \u00abperch\u00e9 una bara a camion quando ne potevano andare due, tre? Cosa voleva portare alla popolazione quell\u2019immagine?\u00bb. Porto, quindi, ha alluse al fatto che ogni camion trasportasse solamente una bara.&nbsp;Lo stesso si \u00e8 smentito in interviste successive dicendo di aver posto la domanda basandosi sul sentito dire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cChi di noi ha vissuto quei momenti concitati &#8211; commentano sempre dal Direttivo &#8211; e ha avuto i propri cari su quei camion, non pu\u00f2 accettare che una persona estranea alla vicenda possa permettersi di ipotizzare una tesi cos\u00ec grave in una sede cos\u00ec importante. Confidiamo che la Commissione, dove anche noi siamo stati auditi con il nostro legale Locati, porti avanti il lavoro in maniera sera come fatto sin d\u2019oggi. Gli italiani si meritano la verit\u00e0 non subdole illazioni\u201d.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commento dei familiari delle vittime sulle ultime vicende relative all&#8217;inchiesta Covid: \u201cNon devono pagare i pesci piccoli ma che non paghi nessuno \u00e8 inaccettabile\u201d. Ancora aperti lo stralcio di Roma e il procedimento civile <\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1517,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[40],"tags":[],"class_list":["post-1671","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1671"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1671\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1673,"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1671\/revisions\/1673"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.familiarivittimecovid19.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}