Covid, familiari delle vittime: “Conte dimentica Bergamo e le sue vittime”
In cinque ore di audizione davanti alla Commissione parlamentare Covid, l’onorevole Giuseppe Conte, dimessosi dalla stessa Commissione per poter essere ascoltato in qualità di ex presidente del Consiglio, non ha affrontato il dramma vissuto da Bergamo, la “Wuhan d’Occidente”, dove nei primi due mesi della pandemia morirono circa 6.000 persone.
Più in generale, secondo l’Associazione #Sereniesempreuniti, Conte ha omesso di ricordare tutte le vittime della pandemia, vite spezzate che hanno pagato il prezzo più alto di una gestione ritenuta inadeguata dell’emergenza.
Nel corso dell’audizione ha fatto solo un fugace riferimento al dolore dei familiari delle vittime, con i quali, sottolinea l’Associazione, non si è mai confrontato direttamente. Ma, soprattutto, non ha risposto alla domanda che da anni gli stessi familiari e molti cittadini, bergamaschi e non solo, continuano a porre: perché non venne firmato il decreto del 3 marzo 2020 per istituire la zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, come invece avvenne per il Lodigiano e per Vo’? Lo stesso Conte, nel corso dell’audizione, ha ricordato di aver messo in sicurezza quei territori attraverso le prime e uniche zone rosse.
“Evidentemente la vita dei bergamaschi valeva di meno”, commentano i familiari delle vittime del Covid-19 dell’Associazione #Sereniesempreuniti, tra cui numerosi bergamaschi che hanno perso i propri cari a causa della mancanza di cure, posti letto e caschi respiratori. “Tutti elementi che avrebbero dovuto essere predisposti attraverso l’applicazione del piano pandemico.”
L’amarezza espressa dall’Associazione è profonda.
“Conte ha utilizzato questo importante momento di confronto soprattutto per difendersi e fare campagna politica, soffermandosi su temi come le mascherine, le ricadute economiche e i vaccini, argomenti che, a nostro avviso, non rendono giustizia a chi ha perso la vita.”
Negativo anche il giudizio sull’operato dei commissari parlamentari. “Nessuno – concludono i familiari – ha avuto il coraggio di porre le domande che avrebbero davvero contribuito a fare chiarezza. Continueremo noi a testimoniare la verità storica di quanto accaduto. I tribunali possono aver archiviato le vicende, come Conte ha più volte ricordato, ma l’assenza di responsabilità penale non esclude l’esistenza di una responsabilità morale.”
I legali del team che segue i familiari aggiungono: “Prendiamo atto che l’ex presidente del Consiglio ha dichiarato che il Regolamento Sanitario Internazionale è una fonte primaria per lo Stato cosa che invece è stata negata dall’autorità giudiziaria davanti a cui più di 600 familiari che vengono rimbalzati da 6 anni proprio per questa ragione. A questo punto rileveremo nelle sedi opportune questa discrepanza per far rivalutare le decisioni prese”.
L’audizione si può rivedere qui
Potrebbe anche piacerti
Dai valore alla memoria: con il 5 X 1000 sostieni il nostro libro
Maggio 28, 2024
Oltre 500 persone alla Messa per i defunti del Covid al Cimitero di Bergamo. Nell’urna 270 nomi, letti uno a uno
Marzo 23, 2026